Daily News

Williams FW11 N.Piquet

 

E' arrivato il momento di terminare la Williams FW11 che giace sul mio tavolo da troppo tempo.

Il kit è un Tameo della serie WCT, e come tutti gli ultimi di questa serie è decisamente molto bello. Molti pezzi, moltissime fotoincisioni e particolari torniti. Come sempre una bella sfida.

 

Per prima cosa, dopo aver sgrossato con carta vetrata  le parti principali in metallo bianco, ho variato il modo di fissaggio delle ali anteriori. Un tubo di rame di 1mm di diametro sarà la sede dei nuovi sostegni dei flap, costituiti da filo nikelato da 0,5mm.

 

Il sistema mi permette di essere molto preciso nell'allineamento dei baffi. Ho provveduto a saldare alle paratie laterali i baffi più piccoli. Sarà più facile colorare il tutto in questo modo.

 

Il kit presenta la zona del motore completamente aperta. E' necessario quindi che la carrozzeria sia il più sottile possibile. Difficile realizzarlo con le parti originali in metallo bianco, quindi ho deciso ri rifarle in ottone. Ho preparato uno scatolato per la zona posteriore prendendo come riferimento gli ingombri originali. La parte superiore è in lamierino di nikel silver mentre le parti laterali sono in  ottone, tutto con spessore di 0,4mm. Queste parti sono state saldate a stagno come pure saldate sono quelle che compongono le pance laterali.

 

E' stato piuttosto complicato trovare le dimensioni giuste e la forma corretta per le pance laterali. Ho realizzato delle dime in plastica dei pezzi originali con le quali ho ricavato da un foglio di ottone lo sviluppo.  Prima di saldare i due pezzi che compongono ognuna delle due pance, ho praticato le aperture degli sfoghi dei radiatori, sempre utilizzando una dima in plastica.

 

Uno dei passaggi più delicati che mi ha lasciato con il fiato sospeso è stata l'unione dello scatolato con il dorso del cofano. Questo è quello che è rimasto del cofano originale separato dalle parti laterali. Utilizzando una normale lega di stagno 60/40 ho praticato un cordone di saldatura. Il nikel silver è molto facile da saldare, ma l'attenzione deve essere sempre molto alta. Troppo calore avrebbe fatto sciogliere o deformare la parte in metallo bianco. E' andata bene....

 

A questo punto mi posso rilassare con una bella limata. Ora l'impressione generale mi piace di più.

 

L'insieme è pronto per un test. Sono abbastanza soddisfatto. I pezzi combaciano bene, anche se dovrò considerare lo spessore della verniciatura. Il dorso andrà assottigliato ulteriormente per poter accogliere quello che secondo me è stato il motore più complicato e cablato della storia della F1 . Resta solo trovare una destinazione per i pezzi che sono avanzati. Finiranno in una bustina di plastica per ricordo.....

 

Alle pance laterali sono stati aggiunti gli sfoghi d'aria. Ho testato varie volte la forma di questi perchè devono permettere l'alloggiamento dei radiatori e delle centraline con i loro cablaggi. Il tutto è sempre saldato a stagno. Sono allergico alla colla.....scherzo.

 

Il fondino ovviamente è piuttosto spesso. Come sempre si rende necessario assottigliare almeno i bordi di uscita. Per un migliore controllo del lavoro preferisco dare una mano di primer. Una buona dotazione di lime di qualità rende tutto il lavoro agevole.

 

Ho assemblato il motore ed i suoi accessori principali. E' necessario modificare il gruppo di rimando dell'olio. Qui ho utilizzato delle barrette di ottone di vario diametro ed ho predisposto le uscite dei tubi. Nelle foto in mio possesso ho notato varie configurazioni nel sistema delle tubature e dei cablaggi. Non ho la pretesa quindi di essere fedele al cento per cento rispetto ad una gara specifica. Non ho la documentazione necessaria nonostante la mole di foto che sono riuscito a racimolare. Sarei molto soddisfatto se solo riuscissi a catturare le caratteristiche salienti di questa unità. Ho fissato, come si può notare, la solita vite di fissaggio alla basetta tramite saldatura del dado al fondino. Scelgo sempre dadi in ottone molto facili da saldare.

 

Si nota meglio in questa foto la forma del sistema di rimando e come i tubi escono da esso. Ad uno di questi è collegato un raccordo a dadi esagonali ricavato da un tubo di acciaio di 0,6mm di diametro. Ho provveduto anche alla costruzione dei cappucci delle candele che hanno forma rettangolare con innesto laterale, costituito da un tubo di 0,5mm di diametro. Il sistema di iniezione è piuttosto complicato e sarà una delle sfide di questo motore. Qui si vede la prima versione. In seguito opterò per una soluzione diversa e più realistica. Sicuramente più vicina a come era nella realtà.

 

Passando all'ala posteriore, si nota la profusione di fotoincisioni. Ho sempre posto molta attenzione a come assemblare questa parte dei modelli. E' necessaria una pulizia assoluta e spessori limitatissimi. Se il complesso risultasse grossolano o troppo spesso, il realismo di tutto il modello sarebbe compromesso. Qui come sempre è tutto saldato, e ho formato i gruppi in base al loro colore finale. La parte principale così saldata, poi, costituisce un gruppo molto solido che permetterà agli altri pezzi di incastrarsi senza nessun timore di rotture.

 

Ora le sospensioni. Ai portamozzi posteriori ho saldato degli spezzoni di tubo di rame di 1mm alla parte inferiore, così da agevolare l'allineamento degli attacchi dei triangoli. Ci vuole un pò di attenzione nel saldarli perfettamente allineati, tutto al primo colpo....

 

Anche i portamozzi anteriori vanno raffinati. Ho modificato l'assemblaggio dei mozzi. Qui c'è la prima versione costituita da un tubicino di alluminio che raccoglie dischi dei freni e blocco di fissaggio del cerchio ricavato  forando il pezzo originale del kit. In seguito terrò solo i dischi ricavando il mozzo da un rod in ottone forato coassialmente e tornendo un  rod di nikel silver per il blocco porta cerchio.

 

Un test è necessario per verificare che tutto sia in assetto. Ho l'abitudine di realizzare ogni parte come se dovesse funzionare, anche se poi, al termine, rimane tutto fisso. Questo approcio mi permette di ottenere una certa fedeltà di riproduzione. Perlomeno soddisfa la mia visuale.

 

Anche qui un test dei componenti principali della zona motore. E' ancora presente la prima versione dell'impianto di alimentazione.

 

Cominciamo a verniciare. A questo punto siamo già alle mani finali di bianco. Successivamente sorgerà un intoppo che mi porterà via diverso tempo rallentando la realizzazione. Le pance laterali ed il cofano motore, essendo realizzati in ottone, non accettano di buon grado sia il primer che il colore e tendono a sfogliarsi. Sarebbe necessaria una sabbiatura, e successivamente un primer adatto a questo metallo. Per la sabbiatura mi stò attrezzando, e a breve sarà in funzione la sabbiatrice, mentre per il primer la ricerca è stata fruttuosa. Sono riuscito a procurarmi un primer usato  nelle carrozzerie industriali. Questo "washprimer" è costituito da un verniciante che utilizza l'acido fosforico come indurente, il quale passiva il metallo legandosi chimicamente con esso. Le prove sono molto incoraggianti.

 

Nel frattempo ho terminato l'abitacolo. Le cinture in dotazione nel kit non mi convincevano del tutto. Ho preferito ripodurre le bretelle con strisce di rame, come pure di rame sagomato sono le imbottiture di queste e le linguette di regolazione, il tutto saldato a stagno. Le fibbie sono state private del segmento centrale ed adagiate sull'ondulazione della bretella, simulando il passaggio di questa nella fibbia. Una mano di trasparente opaco uniforma la luminosità ed accentua l'effetto tridimensionale.

 

Il motore ha ricevuto il colore. Manca ancora molto, ma ci si può fare un idea. E' visibile il raccordo esagonale blu anodizzato, gli ammortizzatori ed i loro serbatoi ai quali aggiungerò il cavetto di collegamento realizzato con microscopici fili di rame intrecciati tra loro e stagnati per ottenere una finitura metallica.

 

A questo punto sono pronto per la realizzazione dell'impianto di alimentazione. Tuttavia sono anche pronto per le ferie....ci si trova a fine agosto. Buone Vacanze!

 

Eccomi di nuovo dopo le sospirate ferie, durante le quali ho spento ogni interruttore e mi sono dedicato all'ozio ed alle letture.  La buona cucina ha avuto un posto di rilievo !

Il primo step è dedicato al sistema di alimentazione menzionato in precedenza. Non è stato facile trovare il sistema per riprodurlo, ma credo di essere arrivato ad un buon compromesso. Nella foto si vedono le rotaie di distribuzione del carburante realizzate con tubo di ottone di 0,6mm di diametro. Con lo stesso tubo ho realizzato gli spezzoni dai quali usciranno i tubi di gomma che portano il carburante agli iniettori, e li ho saldati a quello principale. Sono stati successivamente accorciati nella misura corretta.

 

Nei condotti principali forniti nel kit, sono stati praticati dei fori. In questi ho inserito il solito tubo in ottone da 0,6mm che forma la sede dell'iniettore. Essendo i condotti in alluminio sono stato costretto ad incollare anzichè utilizzare la saldatura. Il lavoro più tedioso è stato riprodurre i raccordi tra i tubi di gomma e la sede degli iniettori. Ho realizzato dei chiodini con testa esagonale ricavandoli da del filo di ferro nickelato. A questi ho saldato degli occhielli ricavati da filo di rame di 0,25mm di diametro. Su questo piccolo occhiello infilerò il tubo di gomma. A parole è piuttosto complicato, nei fatti ancora di più.....saranno più chiare le foto che verranno.

 

Una visuale sul motore con un test di montaggio dei condotti di alimentazione. Le sedi degli iniettori sono ancora lunghe. Le accorcerò prima di colorarli in nero semilucido. Qui cercherò di allinearle in modo preciso. Una volta assemblato tutto il sistema di alimentazione, i chiodini nickelati dovranno essere perfettamente in linea, da momento che saranno molto evidenti in un motore completamente nero.

 

Le rotaie di alimentazione ed i condotti di aspirazione con i relativi iniettori sono stati colorati in nero semilucido. Ho applicato i tubicini in gomma collegando le rotaie agli iniettori. Le rotaie sono state poi collegate tra loro da un altro spezzone di tubo in gomma. I chiodini esagonali ricavati da filo nikelato sono stati inseriti negli iniettori. Direi che non è venuto male. Confrontato con le foto mi pare che sia abbastanza fedele, e soprattutto rappresenta la geometria dell'impianto.

Ora è il turno del radiatore del cambio. In precedenza, come si vede da alcune foto, avevo realizzato dei raccordi piuttosto sommari che non mi convincevano affatto. Questi sono i classici per alta pressione di sezione esagonale. Ho pensato di realizzarli partendo da un filo nikelato ridotto in sezione esagonale, poi montato sul trapano e sagomato. All'estremità che si collega al radiatore è stato sagomato uno spinotto mentre nell'estremità opposta ho praticato un foro coassiale dove inserire un tubicino di gomma di 0,38mm di diametro. Ho realizzato pure l'innesto per il collegamento con la pompa di rimando che qui si vede con il tubo già infilato. Credo che il diametro finale di questi innesti sia di 0,5mm circa.

 

I mozzi con i dischi e le pinze dei freni sono completi. Ci sono state un pò di aggiunte. Nonostante saranno poco visibili ho voluto completare le pinze con alcuni particolari. Ho rifatto il mozzo, diverso dalla prima versione visibile alcune foto sopra. Fornirà in questo modo un supporto migliore al cerchio ruota e aiuterà l'allineamento. Ho realizzato anche il ripartitore del liquido per i freni con tubicino di 0,4mm ed un piccolo pezzo di ottone. All'interno scorre un filo di 0,28mm che rappresenta il condotto del liquido.

 

Il motore è quasi pronto per essere alloggiato sul modello. E' visibile il radiatore dell'olio del cambio con le relative tubature ed un altro tubo sulla parte posteriore del cambio. Le sospensioni posteriori sono complete e mi sembrano perfettamente allineate. Sono stati collocati pure i semiassi, realizzati con tondino di ottone brunito.

 

Prima di passare all'installazione del motore, è necessario terminare l'abitacolo. Non ero soddisfatto di come la scatola rappresentava la leva del cambio. Ho pensato a lungo a come potevo realizzarla. Doveva rendere l'idea del cinematismo. Ho trovato tra gli avanzi di fotoincisioni un pezzo originariamente destinato agli attacchi della sospensione, che poteva assolvere egregiamente al compito. E' stato forato per fare passare il perno dei cinematismo e saldato ad un tondino di acciaio di 0,4mm che rappresenta la barra di rimando. La leva vera e propria è stata ricavata da del filo di nikel da 0,6mm schiacciato ad una estremità e forato. il pomello non è nient'altro che uno struzzicadenti tornito ed infilato sulla leva. Non rappresenta pefettamente il sistema, ma mi pare un buon compromesso. Ora và solo alloggiato nell'abitacolo.

 

Prima di inserire l'abitacolo nel suo alloggiamento, voglio posizionare il motore per verificare che tutto combaci. Se non avessi testato gli incastri qualche migliaio di volte sarei quasi sorpreso che tutto sia andato al suo posto senza problemi! Ne approfitto per aggiungere qualche dettaglio difficile da eseguire in seguito, come le tubature del sistema di raffreddamento e le schermature in nastro di alluminio in corrispondenza degli scarichi.

 

Si, direi che tutto miracolosamente procede senza intoppi. Sino ad ora..... Nel frattempo ho verniciato e posato le decal sulla carrozzeria. Sono state necessarie diverse mani di trasparente debitamente carteggiate prima di far sparire il gradino delle decal. Non chiedetemi quante perchè ho perso il conto. Dal prossimo modello userò un trasparente diverso con un minor ritiro. Grazie Nicola!! (non ti montare la testa).

 

Ho fissato motore e carrozzeria. Ora inizio ad aggiungere i dettagli che completeranno il modello. Qui si vedono le sospensioni anteriori. Diverse sono state le modifiche. Si può notare che la barra dello sterzo comprende anche l'uniball dotato del dado di regolazione.

 

Passando al posteriore, ho avuto un attimo di smarrimento quando dopo diversi cablaggi, il tutto si ostinava a non completarsi. Come temevo è la parte più tediosa. Ho usato due diametri diversi per i cablaggi, uno 0,2 ed uno 0,38. Ho tentato di simulare la scottatura degli scarichi, colorando con diverse tonalità i condotti. Non mi pare malaccio, come accettabili sono pure i semiassi bruniti. Avanti.

 

I fermi laterali delle pance sono stati meno complicati di quanto pensassi. Una attenta misurazione in fase di progettazione mi ha facilitato non poco il lavoro. Una volta fissate, le pance laterali si adattano alla perfezione. Non posso crederci...

 

Dimenticavo le ruote. Sono stati carteggiati i pneumatici per eliminare completamente la linea di separazione dello stampo, e successivamente colorati con un grigio medio per staccare il battistrada dalla spalla. Su questa sono state verniciate le scritte ed ho uniformato i toni con un trasparente opaco. Le valvole di gonfiaggio vengono da Bosica, ma devo dire che non mi soddisfano un gran che. Devo chiedere a Vincenzo se ne ha di più piccole. Ma credo che me le farò in proprio.

 

Come sempre rifaccio gli specchietti con una tecnica ormai collaudata. Realizzo un maschio in ottone della forma dello specchietto, ed una femmina nello stesso materiale nella quale ribatto una lastrina di rame temprato ripetutamente per evitare che lo stress del metallo laceri il lavoro. Qui ho inserito un tubicino di 0,5mm di diametro che sarà la sede del supporto. Il tutto verrà stagnato per fissare il tubicino e stuccare il rame. Nel frattempo ho realizzato le superfici riflettenti con scarti di fotoincisione lucidati.

 

Ecco in opera gli specchietti. La superficie riflettente è posizionata a filo, evidenziando il sottile contorno della struttura. Non male. Ho proceduto pure a fissare il piccolo parabrezza realizzato con dell'acetato termoformato.

 

E' il turno delle ali. Piuttosto complicato è stato l'assemblaggio, ma l'effetto del carbonio ripaga di molti moccoli....            Si possono vedere le tubature dei freni, che sull'anteriore avevano un colore diverso. Ho provveduto a fissarli con delle fascette come nella realtà.

 

Stessa cosa per le tubature posteriori. Ultimo dettaglio aggiunto è la barra di rimando del cambio. Il kit prevedeva degli snodi diversi, in fotoincisione, ed un barra di 0,4mm di diametro. Dalle foto gli snodi sono diversi. Sono costituiti da materiale elastico di colore rosso affiancati da rondelle. Ho cercato di riprodurli abbastanza fedelmente, sostituendo la barra con una più sottile da 0,3mm. Mi accorgo che non ho foto dell'ala posteriore che pure mi ha dato più di una preoccupazione,  delle pance laterali e del cofano finiti. Potrete vederli nella gallery.

 

Finalmente è finita. Credo che abbia visto parecchi modelli passare sul mio tavolo di lavoro in tutto questo tempo dedicato alla sua costruzione. E' stata sicuramente una bella sfida per le difficoltà tecniche circa la lavorazione di alcuni materiali, la scelta di alcune soluzioni costruttive ed alcuni difetti del kit. In genere non sono mai soddisfatto del lavoro concluso, ma in questo caso sono decisamente soddisfatto.

 

 

Back